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Agrivoltaico Innovativo: Decreto Approvato, Ecco Gli Incentivi PNRR

Il 14 febbraio è entrato in vigore il Decreto Agrivoltaico Innovativo. A seguito del via libera della Corte dei Conti, il MASE ha pubblicato il testo dell’atto ministeriale contenente disposizioni sui nuovi incentivi PNRR destinati agli impianti agrivoltaici di seconda generazione.

Il decreto aggiunge un altro tassello in vista della transizione energetica verso un’economia più sostenibile, valorizzando le grandi potenzialità del settore agricolo. L’ha dichiarato Gilberto Pichetto, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il quale ha anche evidenziato l’approccio a doppio binario predisposto in collaborazione con la Commissione: l’obiettivo è ridurre le emissioni di carbonio e migliorare la redditività dei terreni agricoli per contribuire agli obiettivi climatici.

Il decreto individua beneficiari dei contributi, soggetti gestori, requisiti degli impianti, modalità di accesso alle agevolazioni.

La gestione della misura e dell’accesso agli incentivi è affidata al Gestore Servizi Energetici (GSE). Entro febbraio il MASE (su proposta del GSE) dovrà approvare le regole operative che andranno a disciplinare le modalità e tempistiche di riconoscimento degli incentivi.

Con un investimento statale di oltre un miliardo di euro si punta alla realizzazione di oltre 1 GW di fotovoltaico in Italia. Dal contributo a fondo perduto alla tariffa incentivante ecco quali sono i sussidi previsti per il settore Agrivoltaico.

Cosa si intende per Agrivoltaico Innovativo

Il DM Agrivoltaico Innovativo a sostegno dei nuovi impianti fotovoltaici nei campi persegue l’obiettivo di attivare almeno 1,04 GW di potenza solare entro il 30 giugno 2026 considerando una produzione annua di circa 1.300 GWh.

La normativa di riferimento per tali impianti è il Dlgs 199/2021 di attuazione della direttiva UE 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili (la direttiva RED II).

Il Decreto Agrivoltaico Innovativo è legato al PNRR che prevede una precisa linea di investimento per la realizzazione di sistemi agrivoltaici avanzati o di tipo sperimentale con soluzioni integrate e avanzate e moduli elevati da terra, possibilmente con tracciamento solare.

Gli impianti agrivoltaici avanzati non devono compromettere la continuità delle attività agricole e pastorali. Al contrario, devono permettere di applicare strumenti di agricoltura digitale, di precisione.

Per questi impianti si prevede l’obbligo di un sistema di monitoraggio in grado di verificarne l’impatto sulle colture, sulla continuità delle attività agricole, sul risparmio idrico e sulla produttività agricola, sul recupero della fertilità del suolo e sulla resilienza ai cambiamenti climatici. L’Agrivoltaico Innovativo è una soluzione integrata che ha l’obiettivo di favorire l’autosufficienza energetica sostenibile e lo sviluppo agricolo, di tutelare il territorio e valorizzare il paesaggio.

Ricordiamo che le caratteristiche minime e i requisiti di un impianto agrivoltaico sono contenute nelle linee guida in materia pubblicata dal MASE.

I sistemi agrivoltaici possono assumere diverse configurazioni spaziali, con vari livelli di densità e integrazione, per ottimizzare le interazioni produttive tra il settore fotovoltaico e agricolo. In tal modo, si aggiungono funzioni che vanno oltre la produzione di energia e agricoltura: si punta a migliorare le qualità ecologiche dei siti.

Agrivoltaico Innovativo: gli incentivi del PNRR

Gli incentivi messi in conto dal decreto ministeriale per l’Agrivoltaico Innovativo sono due:

  • Tariffa incentivante da applicare alla produzione energetica netta immessa in rete;
  • Contributo in conto capitale (a fondo perduto) fino al 40% delle spese ammissibili.

La tariffa incentivante verrà stabilita tramite una procedura di gara competitiva basata sulla regola del pay-as-bid da gestire secondo la stipula di CfD (contratti per differenza) a due vie. In pratica, il sostegno statale coprirà la differenza tra le tariffe di riferimento e possibili prezzi bassi dell’energia. Se invece i prezzi saranno elevati, scatterà un meccanismo di recupero di qualunque importo superiore.

Il contributo in conto capitale è rivolto ad investimenti entro una soglia di spesa massima di:

  • 1.700 euro per kW installato per impianti agrivoltaici avanzati fino a 300 kW di taglia;
  • 1.500 euro per kW per taglie che superano i 300 kW.

Le spese ammesse riguardano:

  • Realizzazione dell’impianto;
  • Fornitura e posa in opera di sistemi di accumulo;
  • Attrezzature per il monitoraggio e programmi informativi utili alla gestione dell’impianto;
  • Collegamento alla rete elettrica nazionale;
  • Opere edili legate alla realizzazione dell’impianto;
  • Acquisto, trasporto e installazione di impianti, macchinari, attrezzature hardware e software;
  • Studi di prefattibilità;
  • Progettazioni, indagini geologiche e geotecniche per la definizione progettuale dell’intervento;
  • Direzione lavori, assistenza quotidiana, contabilità lavori, sicurezza;
  • Collaudi tecnici e tecnico-amministrativi;
  • Supporto tecnico-amministrativo.

A chi spettano gli incentivi

Gli incentivi PNRR all’Agrivoltaico avanzato sono destinati ai seguenti beneficiari:

  • Imprenditori agricoli (ditte individuali);
  • Società agricole;
  • Consorzi formati da 2 o più imprenditori o società del settore agricolo;
  • Cooperative agricole e simili;
  • Associazioni temporanee di imprese costituite da almeno uno dei suddetti soggetti.

Al contrario, sono esclusi dagli incentivi:

  • Imprese in difficoltà;
  • Attività esonerate dalla tenuta della contabilità IVA;
  • Soggetti che abbiano iniziato i lavori di realizzazione di impianti agrivoltaici prima della presentazione della richiesta di partecipazione alle procedure bandite.

Requisiti, modalità di accesso agli incentivi

L’accesso agli incentivi del Decreto Agrivoltaico Innovativo consiste nell’assegnazione di quote di potenza attraverso procedure pubbliche che si suddividono in registri e aste. Tali procedure verranno bandite dal GSE durante il 2024.

Riguardo all’iscrizione di appositi registri si prevede una quota di 300 MW dedicata a impianti agrivoltaici di potenza fino a 1 MW, mentre per le aste la quota messa in gara è di 740 MW e interessa impianti di qualsiasi potenza.

Per ottenere il diritto di accesso alle procedure bandite, gli impianti devono possedere certi requisiti:

  • Titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto;
  • Preventivo di connessione alla rete elettrica nazionale approvato;
  • Rispetto di specifici requisiti come superficie minima destinata all’attività agricola o producibilità elettrica minima;
  • Conformità alle norme nazionali ed europee sulla tutela ambientale e sul principio “non arrecare un danno significativo”;
  • Continuità dell’attività agricola e pastorale sottostante l’impianto garantita;
  • Impianti nuovi, realizzati con componenti di nuova costruzione;
  • Dichiarazione di un istituto bancario che comprovi la capacità finanziaria economica del soggetto.

I sistemi agrivoltaici risultanti in graduatoria dovranno essere attivati entro 18 mesi a partire dalla data di comunicazione dell’esito della procedura e, comunque, non oltre il 30 giugno 2026. Non rispettando i termini, verrà applicata una decurtazione dello 0,5% della tariffa spettante per ogni mese di ritardo fino a 9 mesi di ritardo e non oltre il 30 giugno 2026. Una volta superati i 9 mesi di ritardo, il GSE dichiarerà decaduto il diritto di accesso ai benefici previsti dal decreto. Se, in seguito, l’impianto venisse riammesso agli incentivi, si applicherà una riduzione del 20% della tariffa di riferimento.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

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