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Agrovoltaico: il 2023 segnerà la svolta energetica per l’agricoltura?

Agrovoltaico, Fotovoltaico ed Eolico sono le tre vie su cui punta la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Una missione per la quale il PNRR ha messo sul piatto 60 milioni di euro totali. E’ in arrivo il decreto attuativo che sbloccherà i fondi del PNRR, 1,1 miliardi di euro per lo Sviluppo Agrovoltaico.

Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare, mobilità e agricoltura sostenibile: sono queste le priorità del PNRR e del progetto Next Generation EU.

L’obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è produrre 480 GW di energia all’anno per ridurre le emissioni di CO2 di almeno 286mila tonnellate. Il solo comparto agricolo in Europa è responsabile del 10% delle emissioni di gas serra. Pertanto, si pensa di diffondere impianti agrovoltaici allo scopo di rendere il più possibile sostenibile il settore riducendo costi ed impatto ambientale.

Per attuare la Rivoluzione Verde serve investire in ricerca, sviluppo e creazione di nuovi modelli di business di tipo ecologico da destinare alle principali filiere. A che punto siamo in Italia con l’Agrovoltaico?

Impianto Agrovoltaico: un sistema ibrido avanzato

L’Agrovoltaico, noto anche come Agrofotovoltaico o Agrivoltaico, è un sistema ibrido in grado di combinare la produzione agricola con quella di energia elettrica su una stessa porzione di territorio utilizzando pannelli fotovoltaici e recuperando terreni inutilizzati.

Il sistema Agrovoltaico non consuma suolo agricolo o pastorale, a dispetto degli impianti fotovoltaici tradizionali. Vengono, difatti, montati moduli elevati da terra o sistemi interfilari che non compromettono assolutamente la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale (ai sensi del DL Semplificazioni bis 77/2021).

I pannelli agrofotovoltaici di nuova generazione si posizionano a 3-5 metri da terra potendo ruotare su 1 o 2 assi per l’ombreggiamento dinamico e regolabile. Vengono mossi da un’unità elettronica integrata per essere sempre orientati verso il sole massimizzando la produzione energetica fino al 30% rispetto ai pannelli fotovoltaici classici, quelli fissi. Appositi sistemi di monitoraggio permettono di verificare diversi elementi: impatto sulle colture, produttività agricola, risparmio idrico, recupero della fertilità del suolo, microclima, resilienza ai cambiamenti climatici.

Decreti legge a sostegno delle nuove tecnologie verdi e Linee Guida

L’impennata dei prezzi dell’energia e dei carburanti ha spinto il Governo italiano ad emanare due decreti legislativi. Il primo è il Decreto Energia (DL 17 del 21 marzo 2022) convertito in Legge il 21 aprile 2022 allo scopo di sostenere le imprese. Il secondo è il Decreto Ucraina (DL 21 del 21 marzo 2022) che contiene misure urgenti per affrontare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina ed internazionale in atto.

In particolare, con il Decreto Energia il Governo ha espresso la sua intenzione di supportare lo sviluppo agrovoltaico. Come? Favorendo l’espansione del fotovoltaico per l’autonomia energetica delle imprese, garantendo incentivi per gli impianti fotovoltaici nelle aree agricole, accelerando il percorso di aste FER.

In seguito, il Decreto Aiuti (DL n. 50 – 17 maggio 2022 convertito con Legge n. 91 del 15 luglio 2022) ha adottato misure finalizzate a realizzare impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili intervenendo anche sulla disciplina delle aree idonee (già previste dal DL n. 199/2021).

Il 27 giugno 2022, il MiTE (Ministero della Transizione Ecologica) ha pubblicato le Linee Guida in materia di Impianti Agrivoltaici. Hanno partecipato all’elaborazione del documento CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dellʹeconomia agraria), GSE (Gestore dei servizi energetici S.p.A), ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, energia e sviluppo economico sostenibile) e RSE (Ricerca sul sistema energetico S.p.A.).

Le Linee Guida forniscono definizioni in materia, caratteristiche minime e requisiti necessari affinché un impianto fotovoltaico possa essere ritenuto agrivoltaico anche per accedere agli incentivi del PNRR. Indicano nei dettagli le tipologie di impianti che si possono realizzare, su quali terreni e con quali colture.

Nel documento, troviamo due diverse definizioni:

  • Impianto Agrovoltaico con soluzioni progettate per preservare la continuità delle attività agricole e pastorali sul sito di installazione;
  • Impianto Agrovoltaico avanzato che adotta soluzioni integrative innovative prevedendo moduli elevati da terra anche con rotazione per non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale. Permette di applicare strumenti di agricoltura digitale, sistemi di monitoraggio dell’impatto sulle colture, produttività risparmio idrico, fertilità del suolo, resilienza ai cambiamenti climatici, microclima.

Fondi PNRR: 1,1 miliardi di euro per lo Sviluppo Agrovoltaico

Nell’ambito del PNRR, la Mission 2 (Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica) è dedicata ai grandi temi dell’agricoltura sostenibile, transizione energetica, economia circolare, mobilità sostenibile, risorse idriche, efficienza energetica degli edifici, inquinamento. Punta a migliorare la sostenibilità del sistema economico per arrivare ad azzerare l’impatto ambientale.

Il 2023 potrebbe rivelarsi l’anno di grande svolta per il settore grazie alla produzione di energia pulita con pannelli solari senza sottrarre ad agricoltura e allevamento terreni produttivi.

Secondo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC), nei prossimi 9 anni il nostro Paese dovrà realizzare 32 GW di nuovo fotovoltaico.

Il PNRR ha stanziato 2,6 miliardi di euro totali, di cui 1,1 miliardi di euro per sostenere lo Sviluppo dell’Agrovoltaico. Il triplice scopo è rilanciare l’agricoltura italiana, produrre energia pulita e rinnovabile e risolvereil problema della decarbonizzazione.

A breve, il decreto attuativo sbloccherà i fondi del PNRR da 1,1 miliardi di euro. Si punta ad installare entro il 2026 nuovi impianti per 1,04 GW allo scopo di produrre circa 1.300 gigawattora all’anno riducendo i costi di approvvigionamento energetico che, nel settore agricolo, superano il 20% dei costi aziendali. In più, si mira a migliorare le prestazioni climatiche e ambientali e ridurre l’emissione di CO2 di almeno 0,8 milioni di tonnellate. I fondi prevederebbero contributi a fondo perduto fino al 40% per realizzare impianti agrivoltaici avanzati.

Agrovoltaico: tutti i vantaggi

L’investimento è giustificato dagli enormi vantaggi dell’Agrovoltaico:

  • Aumenta i rendimenti del terreno agricolo e la produttività ottimizzando l’utilizzo dell’acqua. La resa della coltura può aumentare fino al 60% favorendo la biodiversità, secondo una ricerca Enel Green Power pubblicata a maggio 2022;
    • Riduce la temperatura del suolo e le condizioni di ombreggiamento permettendo alle colture di affrontare condizioni secche e calde o scarse precipitazioni;
    • Diminuisce l’evaporazione dei terreni consentendo il recupero di acque piovane e meteoriche;
    • Salvaguarda le colture da eventi climatici disastrosi;
    • Riduce i costi energetici in modo da rendere più competitivi i processi produttivi;
    • Contribuisce notevolmente alla decarbonizzazione;
    • Nelle regioni aride e semi-aride, riduce gli effetti negativi della radiazione solare.

Agrofotovoltaico: progetti in Italia

Gli incentivi del PNRR potranno finanziare appena un gigawatt di nuovi impianti a fronte degli 80 GW necessari per realizzare gli obiettivi nazionali.

Sulla base delle stime di Legambiente, Greenpeace, Wwf e Italia solare, per tagliare il traguardo fotovoltaico nel 2030 occorrerà intervenire su 50-70mila ettari di terreni agricoli.

Sono già stati conclusi accordi in Italia per alcuni progetti.

A fine 2022, il Mase (Ministero dell’Ambiente) ha dato parere positivo riguardo ad un impianto agrovoltaico da 37,6 mW che Marco Polo Solar ha intenzione di costruire nel foggiano.

Entro marzo, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, dovrebbe entrare in funzione il parco agrivoltaico da 9,7 megawatt di Renantis a Scicli, in provincia di Ragusa.

E’ stato raggiunto un accordo anche con i due impianti della Remtec nel Piacentino, che nel corso del 2023 predisporrà impianti anche in Emilia-Romagna (su vigneto) e in Lombardia (su foraggi e cereali).

Enel Green Power ha messo in cantiere oltre 70 progetti per impianti agrivoltaici cui sarà affiancato, entro giugno 2023, un progetto sperimentale con insetti impollinatori e colture destinate ad arricchire i territori.

Francesco Ciano
Francesco CIANO
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