più power
Piano transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è legge

Il Piano Transizione 5.0 è legge: incentivi alle imprese pronte per il fotovoltaico

Il 2 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 19/2024 che contiene disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR. L’articolo 38 è dedicato al Piano Transizione 5.0 che prevede agevolazioni per le imprese italiane coinvolte nella transizione digitale ed energetica, in particolare per quelle imprese che decidono di installare impianti fotovoltaici anche con storage.

Per questa misura sono stati stanziati 6,3 miliardi di euro provenienti dal programma Re Power EU che vanno ad aggiungersi ai 6,4 miliardi già previsti dalla Legge di Bilancio per il Piano Transizione 4.0 per complessivi 13 miliardi nel biennio 2024-2025.

I 6,3 miliardi di euro vengono distribuiti in questo modo: 3.780 milioni per beni strumentali, 1.890 milioni per autoconsumo e autoproduzione e 630 milioni per la formazione.

Gli incentivi consistono nel riconoscimento di crediti d’imposta alle imprese che, tra il 2024 e il 2025, decideranno di effettuare interventi di innovazione e ristrutturazione finalizzati a ridurre i consumi energetici. Tra i vari interventi incentivati, spiccano i lavori legati a investimenti 4.0 in beni che mirano all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Le agevolazioni si rivolgono anche agli impianti per lo stoccaggio di energia prodotta, mentre restano fuori le biomasse.

Scoprite i dettagli del Piano Transizione 5.0 contenuto nel Dl 19/2024.

Piano Transizione 5.0: transizione green a colpi di crediti d’imposta per le imprese

Il Piano Transizione 5.0 riconosce il credito d’imposta come segue:

  • 35% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 15% del costo oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • 5% per investimenti superiori a 10 milioni e fino a massimo di 50 milioni di costi per anno alla singola impresa beneficiaria;
  • costo sostenuto dal locatore per acquistare i beni, in caso di investimenti tramite contratti di locazione finanziaria.

In merito al settore Fotovoltaico, il Dl 19 evidenzia che sono ammissibili al beneficio le installazioni con moduli prodotti negli Stati membri dell’UE con un’efficienza di cella:

  • pari ad almeno il 21,5%;
  • pari ad almeno il 23,5%;
  • di almeno il 24% per celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem.

Nel secondo e terzo caso (23,5% e 24% di efficienza) il credito d’imposta è pari, rispettivamente, al 120% e 140% del costo.

Il tax credit può arrivare al 40-45% se la riduzione dei consumi energetici supera il 6% e il 10%. Il risparmio energetico viene calcolato su base annua in rapporto all’esercizio precedente.

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è cumulabile con altri contributi legati ai medesimi costi a condizione che il cumulo non superi il costo sostenuto. Non è, invece, cumulabile con il credito d’imposta Transizione 4.0 né con quello per investimenti nella ZES Unica.

Beneficiari e requisiti per gli incentivi

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti e le organizzazioni stabili con sede in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dimensione e regime fiscale adottato.

I beni materiali e immateriali agevolabili devono essere nuovi e strumentali all’esercizio dell’impresa beneficiaria a patto che i consumi energetici dell’unità produttiva si riducano ad almeno il 3% o 5% (quest’ultima percentuale computata sul processo programmato per l’investimento). Sono agevolabili, in particolare, gli investimenti in beni materiali e strumentali nuovi elencati nell’allegato A e B della Legge 232/2016.

Se il risparmio energetico supera le percentuali minime richieste verranno applicate maggiorazioni.

Restano escluse dal beneficio la liquidazione/fallimento dell’impresa e la presenza di sanzioni interdittive.

Rientrano nel credito d’imposta, entro determinate soglie (fino ad un massimo del 10% della spesa e non oltre i 300mila euro), i costi per la formazione del personale per acquisire le competenze in tecnologie legate alla transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Ad una condizione, però: che la formazione venga svolta da soggetti esterni all’impresa, individuati con decreto del ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Documenti da presentare

Per la richiesta del credito d’imposta, le imprese dovranno produrre diversi documenti, prima e dopo aver effettuato l’investimento:

  • certificazione ex ante con comunicazione ex ante al GSE (per prenotare l’incentivo);
  • comunicazioni sull’avanzamento degli investimenti;
  • certificazione ex post con comunicazione al GSE (per abilitare la fruizione del contributo);
  • attestazione dell’avvenuta interconnessione;
  • documenti che dimostrino pertinenza e congruità delle spese sostenute;
  • certificazione contabile da parte del revisore dei conti comprovante l’effettivo sostenimento dei costi ammissibili che devono risultare corrispondenti alla documentazione contabile dell’impresa. Le imprese esonerate per legge dall’obbligo della revisione legale dei conti potranno aggiungere 5mila euro al credito d’imposta per contenere l’impatto di questo ulteriore costo.

Piano Transizione 5.0: come ottenere il credito d’imposta

Il Dl specifica che il beneficio viene concesso a patto che si presentino apposite certificazioni rilasciate da un soggetto indipendente. Soltanto per le PMI, le spese di certificazione vengono riconosciute in aumento del credito d’imposta fino a 10mila euro.

L’incentivo sarà fruibile soltanto in compensazione nell’F24 presentato all’Agenzia delle Entrate attraverso i servizi telematici offerti. Per l’accesso, le imprese dovranno trasmettere telematicamente una documentazione secondo un modello che sarà reso disponibile dal GSE.

La novità riguarda il ruolo del GSE che farà parte integrante del meccanismo dei controlli: il Gestore effettuerà, entro i termini concordati con l’Agenzia delle Entrate, i controlli per la verifica dei requisiti tecnici per la fruizione del contributo.

Una volta controllata la documentazione, il GSE invierà al Mimit l’elenco delle imprese beneficiarie dell’incentivo con l’importo prenotato. L’eventuale residuo potrà essere utilizzato nei periodi d’imposta successivi considerando 5 quote annuali di pari importo.

Ulteriori informazioni sulle modalità di presentazione delle richieste verranno comunicate tramite decreto attuativo emanato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dl destinato ad essere convertito in legge entro 60 giorni dal Parlamento.

Una cosa è certa: l’avvio della fruizione non potrà superare, in alcun caso, la data del 31 dicembre 2025.

Il dubbio da chiarire riguarda, invece, la questione se il bene dovrà entrare in funzione entro il 2025 o meno. Considerando la prima ipotesi, i tempi per pianificare ed effettuare gli investimenti appaiono decisamente stretti.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

PIU POWER LOGO
Il fotovoltaico ECCEZIONALE

Ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per rimanere aggiornato su tutte le novità sul mondo del fotovoltaico.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Scrivimi su Whatsapp
1
Clicca per iniziare la conversazione
PiuPOWER Servizio Clienti
Ciao sono Anna Rita del Servizio Clienti di PiuPOWER. In cosa posso esserti utile?
Se desideri ricevere un'offerta per un sistema fotovoltaico di qualità, compila il form presente sul sito e sarai ricontattato entro 7 minuti (in orario di apertura Lun. / Ven 09.00 - 18.00).