Energy Release 2.0

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Energy Release 2.0 approvato dal mase: ecco le regole operative del gse

Il 30 ottobre scorso il MASE ha approvato l’Energy Release 2.0 con le regole operative del GSE. Il decreto direttoriale n. 11 – 30/10/2024 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è entrato in vigore ufficialmente il giorno seguente all’approvazione, il 31 ottobre. Questa misura di sostegno alle rinnovabili (in primis Fotovoltaico) si rivolge alle imprese energivore.

Le regole operative del Gestore dei Servizi Energetici disciplinano l’accesso al meccanismo di sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti pulite da parte di questo tipo di imprese, che più di altre necessitano di energia per la loro attività e si trovano a dover affrontare una concorrenza internazionale sui costi della transizione energetica.

Entro 15 giorni dall’entrata in vigore del nuovo regime di sostegno, il GSE dovrà pubblicare il bando di assegnazione dell’energia elettrica disponibile comunicando l’apertura del portale E-Release tramite cui presentare le richieste (manifestazione di interesse).

Secondo il ministro Gilberto Pichetto, titolare del MASE, le regole operative del GSE consentiranno di attuare una norma importante ed efficace nell’ambito del processo di transizione a tutto vantaggio di 3.800 imprese energivore.

Il duplice obiettivo del provvedimento è rendere il sistema produttivo nazionale più competitivo a livello europeo ed aumentare la produzione da fonti rinnovabili considerando che le imprese energivore costituiscono una parte essenziale del tessuto produttivo italiano.

In cosa consiste il meccanismo dell’Energy Release 2.0? Come funziona e quali sono le modalità e le tempistiche?

Energy Release 2.0: come funziona la nuova misura di sostegno green alle imprese energivore

L’Energy Release 2.0 è stato istituito con DM n. 268 del 23 luglio 2024 a seguito del DL n. 181 del 9 dicembre 2023 (Decreto Energia). Cos’è e come funziona?

E’ una misura di sostegno alle imprese energivore per lo sviluppo di capacità rinnovabile, un meccanismo basato su una sorta di scambio.

In pratica, le imprese che si impegnano ad installare nuovi impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici hanno la possibilità di chiedere in cambio al Gestore dei Servizi Energetici l’anticipazione di una parte di energia elettrica che gli impianti potranno generare in futuro. L’anticipazione può essere richiesta per un periodo di 3 anni a prezzi fissi e agevolati, più contenuti, allo scopo di alleggerire i costi energetici.

Il regime dell’Energy Release 2.0, allo stesso tempo, potrà garantire una crescita della capacità green installata in Italia.

Una volta realizzati gli impianti, le imprese restituiranno al GSE l’energia anticipata nell’arco di 20 anni dalla messa in esercizio degli impianti stessi.

La misura è rivolta alle aziende iscritte nell’elenco delle imprese energivore (a forte consumo di energia elettrica) istituito presso CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali). Le imprese possono partecipare singolarmente o tramite aggregazione. In quest’ultimo caso, occorre individuare un soggetto aggregatore che funzioni da controparte del contratto di anticipazione/restituzione.

Indirettamente, la misura coinvolge anche soggetti terzi con cui le imprese a forte consumo di energia elettrica sottoscrivono contratti di fornitura a termine per l’energia rinnovabile (PPA). Tali soggetti terzi saranno tenuti a restituire l’energia elettrica anticipata dal GSE.

Energy Release 2.0: potenza complessiva della nuova capacità di generazione

Il Decreto Energy Release ha stabilito che la potenza complessiva della nuova capacità di generazione dovrà essere pari ad almeno il doppio di quella da restituire entro 3 anni. Tale potenza potrà essere generata attraverso:

  • Sistemi fotovoltaici, eolici o idroelettrici nuovi con una potenza di almeno 200 kW ciascuno. Tali impianti devono essere installati in siti dove, prima che inizino i lavori, non era presente un altro impianto simile da almeno 5 anni;
  • Impianti fotovoltaici, eolici o idroelettrici da potenziare e ristrutturare (parzialmente o del tutto) per un aumento di potenza di almeno 200 kW. I soli impianti idroelettrici non possono essere oggetto di repowering, ovvero di sostituzione dei componenti originali con altri nuovi e di riconfigurazione del layout per aumentarne la resa.

Secondo le regole operative dell’Energy Release 2.0, la nuova capacità deve riguardare impianti la cui messa in esercizio è successiva alla data di sottoscrizione del contratto di anticipazione (entro i 40 mesi seguenti).

La proroga del termine è concessa solo in caso di ritardo dell’iter amministrativo o per cause di forza maggiore. L’entrata in esercizio degli impianti non può, comunque, superare il termine ultimo fissato per il 31 dicembre 2030.

I CfD stipulati con il GSE e le garanzie

La tipologia di contratto da stipulare con il GSE per l’anticipazione e la restituzione di energia elettrica green è il CfD (contratto per differenza a due vie) in base allo stesso prezzo di cessione. Il prezzo fissato dal GSE considera il costo efficiente di produzione rinnovabile da impianti che integrano tecnologie consolidate e competitive.

Nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2027, per ciascun mese il GSE:

  • Richiede o conguaglia al cliente finale o aggregatore la differenza (positiva) tra prezzo di cessione e prezzo di vendita;
  • Riconosce la differenza (negativa) tra prezzo di cessione e prezzo medio mensile di vendita sul mercato dell’energia elettrica.

All’atto della stipula del contratto di anticipazione, il GSE richiede garanzie idonee che le imprese energivore possono coprire richiedendo un contributo previsto dal regolamento UE sugli aiuti ‘de minimis’. Il contributo massimo del 50% del costo della garanzia prestata su base annua si può richiedere fino ad un massimale di 300mila euro in 3 anni, secondo il decreto Energy Release.

Il Gestore dei Servizi Energetici definisce un piano di restituzione elaborandolo in base alla producibilità attesa dell’impianto al momento della sua messa in esercizio.

Apertura del bando di assegnazione: data prevista

Il GSE aprirà il bando per l’assegnazione di energia elettrica entro il 15 novembre 2024.

Al momento dell’apertura del bando il GSE comunicherà:

  • Volume di energia elettrica da fonti rinnovabili resa disponibile dal Gestore prodotta da impianti che beneficiano di tariffe onnicomprensive, scambio sul posto o ritiro dedicato. Il volume richiesto non può superare i consumi rilevanti annualmente ai fini dell’iscrizione nell’elenco delle imprese energivore;
  • Garanzie di Origine (GO) relative;
  • Profilo di cessione contrattuale con gli schemi dei contratti di anticipazione e restituzione;
  • Prezzo di cessione;
  • Criteri per determinare la nuova capacità di generazione da realizzare.

Le imprese sono tenute a presentare la propria manifestazione di interesse entro 60 giorni dalla data di apertura del bando indicando il volume di energia elettrica richiesto in anticipo. Il cliente finale energivoro o il soggetto aggregatore deve presentare una cauzione per partecipare alla manifestazione di interesse. Una cauzione che, al momento della sottoscrizione del contratto di anticipazione, verrà restituita dal GSE.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

Più Power il fotovoltaico eccezionale
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