Fotovoltaico e Natura

Fotovoltaico e Natura

Fotovoltaico e Natura: criteri per un impatto positivo su territorio e biodiversità

L’obiettivo principale della strategia UE per lo sviluppo del FV è favorire la transizione energetica allo scopo di mitigare il cambiamento climatico. Sul risparmio in bolletta non ci piove e questo, ormai, lo sappiamo tutti. E’ altrettanto importante capire il rapporto tra Fotovoltaico e Natura, ovvero come si rapporta l’energia solare con l’uso del territorio e la crisi globale della biodiversità. Per far fronte al tasso di perdita di biodiversità nell’UE, la conservazione e il ripristino degli habitat sono due obiettivi prioritari nell’ambito del Green Deal europeo affiancato dalla Strategia UE sulla biodiversità approvata nel 2020 e dalla Legge sul ripristino della natura (NRL) approvata a giugno 2024. E’ necessario localizzare e progettare i parchi solari in modo adeguato per contrastare crisi climatica e perdita della biodiversità.

Il recente policy paper denominato “Rewarding and incentivising nature-inclusive solar through EU policy” – promosso dalle associazioni europee SolarPower EuropeeThe Nature Conservancy– è stato realizzato per un motivo importante. Questo documento risponde alla domanda: “In che modo i parchi solari possono contribuire a proteggere e ripristinare la natura nell’UE?”. Rispondere a questa domanda significa creare una situazione vantaggiosa tanto per l’energia solare quanto per la biodiversità.

Il concetto di solare fotovoltaico nature-inclusive guadagna terreno in tutta l’Unione Europea ed è il momento giusto per definire, incentivare ed ampliare politiche chiare ed efficaci.

Il documento presenta 4 punti chiave.

Il primo è definire il concetto di ‘parchi solari nature-inclusive’ ed i criteri di attuazione per garantire il guadagno netto di biodiversità.

Il secondo punto è individuare i principali stakeholder coinvolti nello sviluppo di questi parchi.

Il terzo riguarda gli attuali programmi politici che incentivano lo sviluppo delle energie rinnovabili, dei parchi solari e della protezione della natura. 

Il quarto punto si concentra sulle raccomandazioni politiche utili ad ampliare i parchi solari nature-inclusive in tutta l’UE.

Parchi solari ben progettati e posizionati possono contribuire a ripristinare la natura ed a preservarla? La risposta è sì, ma il policy paper sottolinea la necessità di una regolamentazione ad hoc e di incentivi finanziari.

Ecco i dettagli dell’ennesimo Report di SolarPower Europe.

Fotovoltaico e Natura: cos’è il parco solare nature-inclusive?

Attualmente, secondo le stime degli esperti, i parchi solari a terra occupano una porzione irrisoria di territorio nell’UE: lo 0,3% (secondo l’European Environmental Bureau) che aumenta al 2,5% se si includono le relative infrastrutture come pali o sottostazioni. Per i futuri parchi solari, però, sarà essenziale una progettazione e collocazione strategica per contribuire al ripristino della natura secondo la legge UE finalizzata a sanare entro il 2030 almeno il 20% di terra e mare e tutti gli ecosistemi entro il 2050.

Il problema riguarda le lacune a livello normativo partendo dal fatto che gran parte dei quadri regolatori esistenti in alcuni Paesi membri dell’Unione Europea non dà una definizione chiara di ‘parco solare nature-inclusive’ creando confusione tra gli sviluppatori. Si usano anche termini diversi come parchi solari ‘ad impatto positivo sull’ambiente’ oppure ‘rispettosi della biodiversità’. Sono pochi i programmi di incentivazione per il FV rispettoso della natura che possono vantare un metodo scientifico per questi regimi. Manca un approccio unificato per evitare incertezze e disallineamenti per gli stakeholder e gli sviluppatori coinvolti. E’ necessario, pertanto, creare un quadro politico e normativo coerente, con un approccio unificato e ben allineato a livello dell’UE.

I parchi solari nature-inclusive sono impianti solari progettati ad hoc sia per produrre energia sostenibile sia per valorizzare la biodiversità locale attraverso il ripristino, la conservazione e la produzione di energia. Questo modello prevede un posizionamento strategico dei parchi solari per ridurre al minimo gli impatti negativi sugli habitat nativi, su flora e fauna a vantaggio dell’ecosistema locale. Le piantagioni autoctone sono integrate nella progettazione del sito per massimizzare la biodiversità, l’abbondanza delle risorse locali, le specie.

Aumentando la biodiversità, i parchi solari nature-inclusive possono generare entrate notevoli, per cui si tratta anche di un modello di business che, attualmente, attira sempre più l’interesse del settore pubblico e privato.

Fotovoltaico e Natura: gerarchia di mitigazione e guadagno netto di biodiversità: impianti fotovoltaici progettati ad hoc

Fotovoltaico e natura: un primo passo importante consiste nel definire il quadro della gerarchia di mitigazione individuando in che modo il solare nature-inclusive possa garantire guadagni netti di biodiversità.

La gerarchia di mitigazione applicabile allo sviluppo dei parchi solari comprende 4 fasi distinte finalizzate a:

1) Evitare la perdita o il degrado della biodiversità;

2) Minimizzare gli impatti sulla biodiversità;

3) Ripristinare i danni dovuti allo sviluppo;

4) Compensare danni inevitabili mediante il ripristino della natura al di fuori dei confini del progetto.

L’obiettivo primario è evitare danni sulla biodiversità preservando la biodiversità autoctona esistente o riducendo al minimo gli impatti negativi. Il metodo più efficace per evitare perdite o degrado della biodiversità è scegliere siti idonei per realizzare parchi solari come tetti, terreni industriali, parcheggi o terreni a basso valore in termini di biodiversità come discariche e terreni degradati evitando quelli naturali o aree seminaturali.

Uno strumento per valutare il fotovoltaico nature-inclusive è il guadagno netto di biodiversità, che consiste in un confronto del livello di biodiversità valutato prima e dopo lo sviluppo dell’impianto.

Un parco solare ‘rispettoso’ della natura, di fatto, deve contribuire non solo a ridurre gli impatti negativi ma ad un aumento netto della biodiversità.

Fotovoltaico e Natura: i principali stakeholder coinvolti nello sviluppo dei parchi solari nature-inclusive

Le parti interessate (stakeholder) maggiormente coinvolte o influenzate dallo sviluppo di parchi solari nature-inclusive sono:

  • Sviluppatori di parchi solari che traggono un vantaggio in termini di reputazione nel realizzare impianti sostenibili e rispettosi della natura. Serve il giusto sistema normativo e meccanismi di mercato per dar modo agli sviluppatori di seguire le migliori pratiche nel proteggere ed aumentare la biodiversità nel paesaggio;
  • Agricoltori per i quali aggiungere pannelli solari al terreno può risultare interessante da un punto di vista economico. Può aggiungere un ulteriore flusso di reddito sia integrando pannelli solari con i terreni agricoli sia affittando una porzione di terreno (messo a riposo o degradato) ad una società solare;
  • Comunità locali che conoscono molto bene il luogo e le caratteristiche degli habitat, sapendo distinguere tra quelli che necessitano di ripristino e quelli che richiedono protezione. Le comunità locali possono mobilitare ed ostacolare gli sviluppi solari nella loro area oppure possono approvare il solare nature-inclusive in grado di portare vantaggi all’ecosistema;
  • Ecologisti e architetti paesaggisti, che devono essere coinvolti e consultati per valutare le caratteristiche del paesaggio, valutare bisogni e benefici della biodiversità. Gli ecologisti possono consigliare come valorizzare al meglio la biodiversità esistente anche con i parchi solari. Gli architetti paesaggisti possono consigliare come integrare al meglio i parchi solari evitando il degrado del paesaggio locale.

Gli attuali programmi politici attivi nell’UE

Affinché lo sviluppo del Fotovoltaico crei un impatto positivo sulla biodiversità serve un contesto politico che incoraggi la gestione della biodiversità.

Attualmente, esistono politiche che potrebbero essere (o sono) rilevanti per lo sviluppo del solare nature-inclusive. I programmi esistenti sono sia comunitari che nazionali (riguardanti Paesi europei che sfruttano maggiormente l’energia solare, tra cui Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia e Spagna).

I programmi attivi in tutta l’UE sono:

  • Green Deal europeo: politica dell’Unione Europea che punta a raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio nell’UE nonché a proteggere e ripristinare la biodiversità;
  • Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 finalizzata alla conservazione e al ripristino della biodiversità in tutta l’UE. Tra i vari obiettivi, troviamo quelli di proteggere il 30% dei terreni e ripristinare il 20% dei terreni/habitat degradati entro il 2030 e tutti gli habitat degradati entro il 2050;
  • NRL (Legge sul ripristino della natura) che intende ripristinare gli habitat degradati;
  • Finanziamenti Horizon Europe per l’innovazione e la ricerca;
  • PAC (Politica agricola comune) che prevede sussidi a sostegno degli agricoltori;
  • Piano strategico per l’energia solare che mira a semplificare i processi di autorizzazione e l’integrazione della rete, investire in innovazione, ricerca e sviluppo per ridurre i costi e migliorare l’efficienza delle tecnologie solari;
  • RED (Direttiva sulle energie rinnovabili), una legislazione che stabilisce definizioni ed obiettivi UE per la produzione di energia rinnovabile.

Solare nature-inclusive: programmi nazionali negli Stati membri dell’UE

I programmi nazionali dei Paesi europei che sfruttano maggiormente l’energia solare sono:

  • EEG (Legge sulle fonti energetiche rinnovabili) in Germania: Conto energia e premi di mercato;
  • Legge sulla transizione energetica nazionale in Francia: incoraggia lo sviluppo dei parchi solari che includono caratteristiche ecologiche;
  • SDE++ (Stimolazione della produzione di energia sostenibile e transizione climatica) nei Paesi Bassi: si tratta di un programma di finanziamento che favorisce i parchi solari nature-inclusive;
  • Conto Energia in Italia che prevede piani di incentivazione per le energie rinnovabili;
  • Regio Decreto Legge 23/2020 in Spagna: una legge per la promozione delle energie rinnovabili e la tutela della biodiversità;
  • Guadagno netto di biodiversità all’interno del Town and Country Planning Act in Inghilterra: requisito obbligatorio per un guadagno netto di biodiversità pari o superiore al 10%;
  • PNR (Piani Nazionali di Risanamento) per il ripristino nazionale degli Stati membri dell’UE entro il 2030. Devono contenere, ad esempio, una mappa degli habitat in buone condizioni. Gli Stati membri devono monitorare gli indicatori delle prestazioni chiave (compresi almeno due degli indicatori di biodiversità in agricoltura) segnalando alla Commissione, almeno ogni 3 anni, le aree soggette al ripristino.

Fotovoltaico e Natura: raccomandazioni per un quadro politico UE coerente

Il quarto ed ultimo punto chiave del Rapporto è dedicato alle raccomandazioni politiche per ampliare i parchi solari nature-inclusive nell’UE definendo un quadro politico comunitario il più possibile coerente, allineato alle politiche UE esistenti. Tale quadro politico deve integrare un sistema di monitoraggio e valutazione. Come ha riferito Lina Dubina, Policy Advisor for Sustainability presso SolarPower Europe, un quadro politico coerente potrebbe semplificare e standardizzare le pratiche nei Paesi UE contribuendo alla diffusione e ad una maggiore efficacia dei parchi solari rispettosi della natura.

Le varie raccomandazioni politiche del documento si possono riassumere in tre punti:

  • Formulare una definizione comune, ambiziosa e chiara del fotovoltaico nature-inclusive nell’UE. La definizione dovrebbe includere aspetti sociali, ecologici, economici. Il documento suggerisce una definizione che si riferisce alla gerarchia di mitigazione per definire il guadagno netto di biodiversità come misura per un solare nature-inclusive. Una volta stabilita, la definizione dovrebbe essere integrata in quella nazionale e regionale;
  • Fornire indicazioni relative allo sviluppo di parchi solari al fine di evitare e minimizzare la perdita di biodiversità nella pianificazione, durante e dopo la costruzione. Allo stesso tempo, occorre definire pratiche per ripristinare, compensare e/o aggiungere guadagno netto a livello di biodiversità. A tal scopo, è importante stabilire requisiti legali, normative, incentivi e misure adeguate come, ad esempio, criteri di prequalificazione nell’aggiudicazione degli appalti;
  • Sviluppare e implementare un valido ed efficace sistema di monitoraggio e valutazione dell’impatto ambientale.

E’ necessario condurre ulteriori ricerche in questo campo e promuovere l’innovazione tecnologica dei macchinari tecnici destinati alla realizzazione di parchi solari in grado di non danneggiare i suoli.

Fotovoltaico e natura: le ‘best practice per aumentare la biodiversità nei parchi solari

Per minimizzare gli impatti sull’ambiente locale ed aumentare la biodiversità nei parchi solari, il Report di SolarPower Europe fornisce una serie di best practice (migliori pratiche):

  • Ripristinare e proteggere le caratteristiche naturali del sito;
  • Migliorare la qualità del suolo mediante un irraggiamento adeguato del terreno;
  • Piantare dentro e intorno ai pannelli solari vegetazione autoctona favorevole agli impollinatori;
  • Creare habitat aggiuntivo attorno al perimetro:
  • Ridurre le barriere al movimento della fauna selvatica attraverso passaggi non recintati e recinzioni rispettose della fauna stessa;
  • Gestire il sito in modo sostenibile a lungo termine.

Queste best practice devono essere integrate nelle prime fasi di pianificazione di un progetto solare fotovoltaico.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

Più Power il fotovoltaico eccezionale
Il fotovoltaico ECCEZIONALE secondo Trustpilot

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