Fotovoltaico a fine vita

Fotovoltaico A Fine Vita: Da Rifiuto A Risorsa, Soluzioni Innovative In Italia

Fotovoltaico a fine vita: le ultime stime parlano chiaro: il Fotovoltaico sarà il protagonista assoluto nello sviluppo e nella costante crescita dell’energia green. Insieme alla messa a punto di nuove tecnologie in ambito produttivo, si lavora su soluzioni innovative per il Fotovoltaico a fine vita. L’obiettivo è trasformare il rifiuto in risorsa recuperando dai pannelli le materie prime in un’ottica di economia circolare.

Nei prossimi 3 anni, la produzione di energia elettrica pulita (da fonti rinnovabili come solare, eolico, idroelettrico, nucleare) è destinata a coprire la crescita complessiva della domanda globale. E’ quanto risulta dalle stime dell’Iea (International Energy Agency) contenute nel rapporto “Electricity 2024, analysis forecast to 2026”.

Il Fotovoltaico traina il mercato delle fonti rinnovabili: ad inizio 2025, le energie pulite dovrebbero assicurare oltre un terzo della produzione di elettricità a livello mondiale. Dovrebbero fornire il 37% della produzione di energia elettrica grazie soprattutto alla sempre crescente diffusione del Fotovoltaico che, anno dopo anno, risulta sempre più vantaggioso ed economico.

Nel 2026, le fonti rinnovabili raggiungeranno il valore di circa la metà della produzione di energia elettrica mondiale a fronte del 39% registrato nel 2023.

Anche questi dati fanno parte delle stime pubblicate dall’Iea.

Massimizzare il processo di recupero di materiali dal Fotovoltaico a fine vita è fondamentale per sostenere il mercato europeo. Ecco perché.

Fotovoltaico a fine vita: perché puntare su soluzioni innovative è importante

Il Fotovoltaico è destinato a crescere progressivamente grazie alle Comunità Energetiche Rinnovabili con i loro progetti di produzione dal basso ed ai prezzi sempre più vantaggiosi dei pannelli solari.

Non tutti sanno che i pannelli vengono prodotti da materie prime difficili da reperire in Europa, che provengono quasi esclusivamente da aziende cinesi.

Questa realtà spinge le società di ricerca in Italia a mettere a punto soluzioni innovative e tecnologie in grado di massimizzare il recupero di materiali dai pannelli fotovoltaici a fine vita. Puntare sul processo di recupero è una mossa intelligente da fare per sostenere al massimo l’industria europea.

A giudicare dalle stime, la potenza fotovoltaica installata a livello mondiale ha registrato un incremento esponenziale: alla fine del 2022 ha raggiunto i 1.047 GW e si prevede che, entro il 2050, tale potenza possa schizzare a 18.200 GW. E’ stato previsto che nel 2050 i pannelli da smaltire potrebbero attestarsi a 78 milioni di tonnellate.

Fotovoltaico a fine vita: ExtraVoltaico, nuovo servizio di riciclo dei pannelli solari

Di regola, prima di poter recuperare e riciclare le materie prime critiche dei pannelli solari fotovoltaici a fine vita, bisogna avviare un efficiente servizio di smaltimento. Ciò che ha fatto, di recente, Ecolamp, consorzio italiano per il corretto riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche/elettroniche (noti come Raee).

Ha messo a disposizione dei professionisti (installatori e manutentori) ExtraVoltaico, un nuovo servizio di smaltimento, recupero e trattamento dei pannelli solari fotovoltaici di qualsiasi tipologia (monocristallini e policristallini con e senza cornice, in tellururo di cadmio, in silicio amorfo).

Per i pannelli fotovoltaici incentivati, in fase di smaltimento Ecolamp si occupa anche di gestire la documentazione da inoltrare al GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Per attivare il servizio ExtraVoltaico basta registrarsi gratis sul sito web di Ecolamp, selezionare la voce ExtraVoltaico, specificare quantità e tipologia dei pannelli da smaltire allegando schede tecniche e foto e inoltrare la richiesta di ritiro. Una volta accettato il preventivo proposto, l’operatore logistico effettuerà il ritiro entro 20 giorni.

Fotovoltaico a fine vita: soluzioni innovative dai ricercatori di Enea

I pannelli smaltiti verranno lavorati per il recupero di materie prime da riutilizzare nel processo industriale e sostenere, in tal modo, la produzione in un sistema di economia circolare.

Anche e soprattutto i ricercatori Enea del Dipartimento Sostenibilità stanno lavorando per questo. Si impegnano per mettere a punto soluzioni innovative allo scopo di recuperare materiali come alluminio e silicio, rame, vetro, componenti polimerici, argento. Si tratta di soluzioni per il riciclo a elevato valore finalizzati a recuperare materiali e componenti per, poi, reintrodurli in un nuovo ciclo produttivo. Da questo genere di riciclo i rifiuti si trasformano in risorse ottenendo vantaggi in termini di risparmio energetico, economico e ambientale.

Attualmente, Enea (attraverso il Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili) ha diversi progetti in ballo. Tre, in particolare: il progetto ReSiELP, Parsival e IEMAP.

Progetto ReSiELP

Attraverso il progetto ReSiELP, finanziato dalla Kic Eit Raw Materials, Enea si sta occupando della progettazione di:

  • Sistemi in grado di trattare reflui liquidi e gassosi;
  • Un impianto per il trattamento termico dei pannelli;
  • Una valutazione delle performance economiche ed ambientali di tutto il processo di riciclo mediante tecniche di LCA (Analisi del Ciclo di Vita) e LCC (Costi del Ciclo di Vita).

Progetto Parsival

La stessa Kic Eit Raw Materials ha finanziato anche il progetto Parsival con cui punta a sviluppare soluzioni tecnologiche per trattare le celle di silicio riciclate. L’obiettivo del progetto è produrre anodi per batterie agli ioni di litio a densità di energia più elevata rispetto alle batterie commerciali.

Oltre alla ricerca di soluzioni innovative, Enea ha brevettato un processo sostenibile a livello ambientale per il recupero di silicio dai pannelli fotovoltaici a fine vita. Lo scopo di questo riciclo è trasformare il silicio in un nanomateriale innovativo per realizzare batterieeconomiche, più durature e performanti. Questo brevetto si può usare sia negli impianti di riciclo di pannelli solari dismessi sia negli stabilimenti di produzione di pannelli fotovoltaici in varie operazioni di recupero (ad esempio, quello del silicio da pannelli difettosi).

Progetto IEMAP

Restando in tema di brevetti, grazie al progetto IEMAP finanziato dal Mase (2022-2024) per l’iniziativa Mission Innovation, alcuni ricercatori sono impegnati nello sviluppo di un processo brevettato (innovativo, ovviamente) per il recupero dei maggiori componenti dei pannelli fotovoltaici (celle, vetro, elementi in plastica, contatti elettrici, ecc.).

Il processo si basa su un trattamento a raggi infrarossi per la degradazione termica dello strato di materiale plastico. Tutto questo per ridurre le emissioni in atmosfera evitando la classica combustione.

Tutte queste soluzioni innovative sono state presentate in occasione del workshop “Recovery & recycling from PV panels” organizzato da Enea nella VII edizione del Simposio sull’Economia Circolare e Urban Mining (SUM 2024).

Fotovoltaico a fine vita, soluzioni innovative: conclusioni

I rifiuti fotovoltaici aumentano nel mondo e questo fenomeno richiede una particolare attenzione per il fine vita dei pannelli (stimato tra i 20 e i 30 anni di attività).

Considerando il trend di aumento del numero di pannelli installati anno dopo anno per incrementare la produzione di energia elettrica pulita, nel tempo crescerà proporzionalmente il numero di pannelli da gestire, smaltire, riciclare.

Ricerca e innovazione, in questo particolare momento, rivestono un ruolo determinante per intervenire sulla scarsità delle risorse, per ridurre le importazioni dall’estero e reimmettere materie prime nel ciclo produttivo a costi decisamente inferiori.

A breve l’attività di smaltimento, trattamento e riciclo dei pannelli fotovoltaici rappresenterà un business molto interessante e importante.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

Più Power il fotovoltaico eccezionale
Il fotovoltaico ECCEZIONALE secondo Trustpilot

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