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Piano di transizione 5.0

Piano Transizione 5.0: Attuativo A Fine Giugno, Sul Piatto 13 Miliardi Di Euro

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, nel corso dell’assemblea generale Federvini, ha annunciato che il Piano Transizione 5.0 sarà operativo alla fine di giugno. Il piano unico europeo che integra due transizioni (digitale e green, formazione inclusa) partirà, a tutti gli effetti, dal prossimo mese.

Sul piatto 13 miliardi di euro per i crediti fiscali programmati nell’ultimo trimestre del 2024, mentre nel 2025 il piano sarà pienamente operativo. Con questo annuncio, il ministro ha voluto precisare che la caratteristica del made in Italy comprende “il bello, il buono e il ben fatto”. Sono questi i punti di forza del nostro Paese e, con il Piano Transizione 5.0, sono destinati a diventare anche sostenibili nell’ambito economico-produttivo, ambientale e sociale.

Attesissimi il decreto attuativo e la circolare sulle modalità di accesso agli incentivi in favore delle imprese.

Secondo quanto ha riportato CorCom, il Mimit ha concluso l’elaborazione del decreto attuativo passato al vaglio del Mef, attualmente impegnato ad ultimare la circolare operativa. Quest’ultima contiene modalità e indicazioni cui dovranno attenersi le imprese per ottenere automaticamente il credito d’imposta.

Piano Transizione 5.0: investimenti agevolati per le imprese

Il Piano Transizione 5.0 avviato con il decreto PNRR mira a sostenere la transizione digital & green delle imprese. Concede crediti d’imposta per contribuire agli investimenti finalizzati alle due transizioni tramite uno schema innovativo. I 13 miliardi messi sul piatto si suddividono in 6,4 miliardi previsti dalla legge di bilancio e risorse pari a 6,3 miliardi aggiunti per il biennio 2024-2025.

Gli investimenti in beni materiali e immateriali delle aziende vengono agevolati se si raggiunge una riduzione dei consumi energetici in ambito produttivo del 3% (o 5% se viene computata sul processo riguardante l’investimento). Sono ammessi investimenti in nuovi beni strumentali che contribuiscano all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (soprattutto fotovoltaico e sistemi con accumulo) oltre ai costi per la formazione del personale dipendente per acquisire competenze tecnologiche relative alla transizione energetica e digitale dei processi produttivi.

Il credito d’imposta concesso alle imprese è automatico. Non sono previste discriminazioni riguardo alle dimensioni, tipo di attività o localizzazione dell’azienda né valutazioni preliminari.

La fruizione dell’incentivo prevede una compensazione del credito spettante attraverso la presentazione del modello F24 in una sola rata. La parte non compensata entro il 31 dicembre 2025 si potrà compensare in 5 rate annuali di pari importo.

Industria 5.0: un modello d’impresa rivoluzionario, l’impatto sulle aziende

La cosiddetta Industria 5.0 è stata definita dalla Commissione UE “un completamento dell’Industria 4.0”. Un’evoluzione naturale che si preannuncia una rivoluzione culturale per l’industria attuale. Si considera l’utilizzo delle tecnologie di ultima generazione senza dimenticare, d’altro canto, tutte le problematiche di tipo socio-ambientale rimaste insolute della quarta rivoluzione industriale come l’inquinamento e le disuguaglianze o le minacce alla democrazia.

Secondo l’UE, l’Industria 5.0 è sostenibile (in termini di economia circolare ed efficienza energetica), resiliente (più robusta in termini di produzione e infrastrutture) e human centric, ovvero destinata a migliorare le condizioni dei lavoratori e della società. E’ un modello d’impresa fondato sulla cooperazione uomo-macchina (una Collaborative Industry), finalizzato a creare prodotti personalizzati per soddisfare appieno le esigenze dei consumatori nel pieno rispetto dell’ambiente e dei diritti fondamentali dei lavoratori. In tale contesto, coprono un ruolo determinante tecnologie sempre più avanzate e potenti (AI, Robotica, Ict, Cps, dispositivi IoT).

Decreto attuativo: un ritardo che preoccupa le imprese

Poco prima dell’annuncio del ministro Urso, il ritardo nella pubblicazione del decreto attuativo ha scatenato qualche polemica e non poche preoccupazioni visto che potrebbe mettere a rischio gli investimenti delle imprese.

Formalmente, il Piano Transizione 5.0 è in vigore dallo scorso 2 marzo, a seguito della pubblicazione in GU del Dl n. 19/2024. L’attuazione delle regole era attesa entro 30 giorni dall’entrata in vigore, quindi entro i primi di aprile.

L’articolo 38 del decreto legge definisce la struttura delle agevolazioni rivolte alle imprese ma i decreti attuativi del MIMIT per definire regole, modalità e procedure per accedere agli incentivi restano tuttora in stand-by. Ad oggi, mancano regole certe in merito a comunicazioni, adempimenti e requisiti richiesti per le agevolazioni.

Nel frattempo, a fine maggio, il MEF ha confermato che il decreto attuativo è in via di ultimazione: manca poco alla pubblicazione che darà il via agli investimenti Industria 5.0.

Parallelamente, i ministeri competenti stanno lavorando ad una circolare che contiene le istruzioni operative sui nuovi incentivi 5.0 e sui crediti d’imposta 4.0.

Il ritardo è giustificato, oltre che dalla complessità del decreto attuativo, da alcune novità introdotte:

  • Accesso agli incentivi per le imprese energivore (che contribuiranno in modo significativo alla riduzione delle emissioni e dei consumi energetici);
  • Estensione dei soggetti certificatori;
  • Costo massimo ammissibile per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • Domanda semplificata (non c’è più l’obbligo di certificazione energetica ex post).

Piano Transizione 5.0: indicazioni operative attese

Le indicazioni operative attese sono tante. Tra queste, occorre definire:

  • Contenuto, termini e modalità di trasmissione di comunicazioni, certificazioni e documentazione comprovante la spettanza dell’incentivo;
  • Spesa massima ammissibile degli impianti di produzione da fonti rinnovabili (da calcolare in euro/kW) e dei sistemi di accumulo (in euro/kWh);
  • Criteri per determinare il risparmio energetico ottenuto ed altri requisiti tecnici associati agli investimenti;
  • Procedure per fruire del credito d’imposta, per il controllo, recupero ed esclusione del beneficio nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea;
  • Requisiti dei soggetti autorizzati a rilasciare le certificazioni per fruire dei benefici e delle coperture assicurative.

A fine giugno, vi aggiorneremo sui dettagli di un decreto attuativo super atteso.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

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