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cos'è il reddito energetico

Cos’è il Reddito Energetico

Fondo Nazionale Reddito Energetico: Firmato Il Decreto Per 200 Milioni Di Euro

Cos’è il Reddito Energetico? Da almeno tre anni, si parla di Reddito energetico da destinare alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Questa misura si rivolge all’autoconsumo di famiglie in disagio economico.

In piena pandemia, nel 2020, si discuteva di Fondo Nazionale per il Reddito Energetico. Il Comitato per la Programmazione Economica di Palazzo Chigi presieduto da Giuseppe Conte aveva deliberato, per l’istituzione del fondo, uno stanziamento di 200 milioni di euro.

Purtroppo, tra emergenze pandemiche e successiva riorganizzazione delle competenze energetiche tra Ministero dello Sviluppo economico e Ministero della Transizione energetica, il reddito energetico ha dovuto attendere. Oggi, il Fondo Nazionale Reddito Energetico torna a far parlare di sé.

Nelle ultime ore, in una nota stampa del MASE, il ministro Gilberto Pichetto ha reso noto di aver firmato il decreto ministeriale per l’utilizzo delle risorse (200 milioni).

Il provvedimento è passato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Spieghiamo, in dettaglio, cos’è il reddito energetico per coglierne l’importanza.

Reddito energetico: cos’è, in cosa consiste

Il Reddito Energetico è una misura nata nel 2017 nel Comune sardo di Porto Torres, proposta dall’onorevole Riccardo Fraccaro del Movimento 5 Stelle.

L’idea consisteva nell’assegnare ai cittadini in difficoltà economiche risorse per acquistare impianti fotovoltaici domestici in comodato mediante fondo rotativo. Rientravano nell’incentivo soltanto piccoli sistemi inferiori ai 20 kW di potenza da utilizzare in autoconsumo. Con questo sistema il Comune poteva rialimentare il fondo con la vendita in rete di produzione in eccesso.

Nell’arco di un anno, questa misura ha portato a risultati eccellenti. Nel 2020, come ha spiegato Fraccaro, a Porto Torres sono stati installati 50 impianti con un risparmio complessivo per i cittadini di 9mila euro. Il fondo rotativo è stato alimentato con 8mila euro e sono state generate 65 tonnellate di C02 in meno.

Il successo di questa iniziativa mirata ad offrire fotovoltaico gratuito alle famiglie in povertà energetica ha valicato i confini comunali diventando uno strumento regionale (Sardegna, Puglia e Lazio) fino a rientrare negli incentivi al fotovoltaico residenziale 2023 (nazionale). Fino a ieri, l’incentivo era disciplinato esclusivamente da norme locali.

Lo sblocco del Fondo Nazionale Reddito Energetico

Grazie alla delibera n. 47/2022 del Comitato per la Programmazione Economica, il Fondo Nazionale Reddito Energetico è stato sbloccato. Con questa delibera Il Piano sviluppo e coesione del MASE è stato aumentato di 200 milioni di euro trasferendo le risorse dal Piano del Ministero delle imprese.

Il decreto ministeriale firmato da Picchetto diventerà operativo con l’ok della Corte dei Conti.

Il fondo di natura rotativa di 200 milioni verrà stanziato negli anni 2024 e 2025. L’80% andrà al Mezzogiorno, vale a dire alle Regioni Abruzzo, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Sicilia e Sardegna.

Il provvedimento darebbe anche la possibilità di aumentare le risorse con un versamento volontario da parte di Regioni, Province, amministrazioni centrali, organizzazioni pubbliche, realtà no-profit.

Come funzionerà in Italia?

Anche a livello nazionale, la misura è rivolta a nuclei familiari in condizione di disagio economico. Il fondo viene reso operativo dal GSE (Gestore Servizi Energetici).

Per fruire di questo contributo a fondo perduto, bisogna possedere un ISEE inferiore ai 15mila euro. Per le famiglie con almeno 4 figli a carico, l’ISEE deve essere inferiore ai 30mila euro.

La misura sosterrà le famiglie con un contributo in conto capitale per acquistare impianti fotovoltaici residenziali con una potenza nominale che non sia inferiore ai 2 kW e non superi i 6 kW. In tutti i casi, l’impianto non deve superare la potenza nominale in prelievo sul punto di connessione.

Il beneficiario deve essere titolare di un valido diritto reale di coperture, aree, superfici e pertinenze su cui i pannelli solari dovranno essere installati.

L’aliquota della detrazione IRPEF per il contributo sarà del 90%. Nel 2024 calerà al 70%, nel 2025 al 65%.

Il sostegno previsto è sia a livello nazionale sia in ambito locale.

Il reddito energetico ha una duplice finalità, sociale (di sostegno alle fasce più indigenti) e ambientale (per la tutela dell’ambiente e per accelerare la transizione energetica).

Le modalità di erogazione non sono ancora state rese note. Si attende l’approvazione della Corte dei Conti. Di sicuro, il contributo potrà essere richiesto effettivamente a partire dal 2024.

Francesco Ciano

Francesco CIANO

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