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Revamping fotovoltaico

Revamping Fotovoltaico: non installare un nuovo impianto, rinnova il tuo

Revamping fotovoltaico: mediamente, un impianto fotovoltaico dovrebbe durare circa 25-30 anni. A causa dell’azione di agenti atmosferici, di materiali scadenti o di tecnologie obsolete, i pannelli solari fotovoltaici potrebbero durare meno, usurarsi precocemente, risultare datati e inefficienti, manifestare malfunzionamenti. Nel corso del tempo, la perdita di efficienza porta ad una produzione energetica meno performante. Risultato: un risparmio ridotto in bolletta (o quota di autoconsumo) ed un impatto negativo maggiore sull’ambiente.

Gli interventi di Revamping Fotovoltaico servono a rinnovare, ammodernare ed ottimizzare impianti solari privati e industriali. Revamp è un termine inglese che si traduce in rinnovare, rimodernare. Tali interventi hanno, quindi, la funzione di rendere più efficiente e sostenibile un impianto fotovoltaico esistente senza doverlo sostituire con uno nuovo. In questo modo, si allungherà la vita dell’impianto e la sua capacità di produrre energia ed ogni componente tornerà alla piena operatività prevenendo qualsiasi tipo di guasto o riduzione della produzione.

Le attività di revamping richiedono un’attenta progettazione ed un’analisi accurata sulle effettive necessità del momento.

Scopri in cosa consistono gli interventi di Revamping, quando è il caso di rinnovare un impianto e quali sono i vantaggi.

Revamping Fotovoltaico: cos’è

Il revamping consiste nel rinnovare o ammodernare un impianto fotovoltaico già esistente. In questo modo, si ripristina l’efficacia del sistema e la sua efficienza energetica senza dover installare un nuovo impianto.

Non bisogna confonderlo con il repowering che ha come obiettivo potenziare le prestazioni dell’impianto. La differenza sostanziale tra i due interventi è questa: con il repowering si aggiungono componenti per migliorare l’impianto, mentre con il revamping si sostituiscono alcune componenti principali.

Quando è il caso di fare interventi di revamping

L’intervento di revamping punta ad aumentare la capacità produttiva energetica dell’impianto e ad ottimizzarla. E’ necessario quando si rileva:

  • Perdita di efficienza energetica protratta nel tempo o che peggiora progressivamente;
  • Degrado fisico di certe componenti dell’impianto. L’usura può essere dovuta a qualità scadente dei materiali usati oppure a danni causati da eventi atmosferici;
  • Progettazione iniziale che crea problematiche, da correggere in quanto limita la sicurezza o l’efficacia dell’impianto. Ad esempio, nel caso in cui i pannelli fotovoltaici si trovano troppo in ombra;
  • Inadeguatezza dell’impianto, non più in linea con gli standard di sicurezza previsti dal GSE. Ricordiamo che, nel corso del tempo, tali standard sono diventati sempre più rigidi e stringenti.

Interventi di Revamping Fotovoltaico: in cosa consistono

Per pianificare un intervento di revamping corretto e completo, occorre individuare le cause reali che portano alla perdita di efficienza dell’impianto fotovoltaico.

Gli interventi più frequenti da eseguire per ripristinare ed ottimizzare l’impianto allungandone il ciclo di vita sono:

  • Sostituzione dei pannelli solari danneggiati, che mostrano una perdita di efficienza;
  • Sostituzione dell’inverter, componente importante che trasforma la corrente continua generata dai raggi solari in corrente alternata. Monitora il corretto funzionamento dei pannelli evitando cortocircuiti o incendi;
  • Installazione di dispositivi di sicurezza per adeguare l’impianto alle normative CEI 0-21 e CEI 0-16;
  • Installazione di dispositivi anti-PID. Il Potential Induced Degradation (PID) è un processo di degrado delle performance dei pannelli solari. Questo fenomeno è dovuto alla polarizzazione delle celle fotovoltaiche che provoca la perdita dell’efficienza (per il 30%). Per prevenire il fenomeno, si installano dispositivi anti-PID capaci di evitare il degrado delle celle fotovoltaiche.

Rinnova il tuo impianto senza perdere i benefici GSE

E’ molto importante affidarsi a professionisti qualificati in grado di effettuare interventi di revamping a regola d’arte senzaperdere i benefici del Conto Energia.

Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che offre diversi incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici, permette di consultare dal proprio sito web il Documento Tecnico per il Revamping (DTR). Questo documento contiene indicazioni sulle attività consentite e non consentite per evitare di perdere le agevolazioni.

In particolare, bisogna fare attenzione a distinguere gli interventi significativi da quelli non significativi.

Interventi significativi e non significativi: cosa sono

La differenza tra interventi significativi e non significativi sta nell’obbligo o meno delle comunicazioni legate alla potenza degli impianti.

Per gli interventi non significativi non sono previste comunicazioni obbligatorie. Questo tipo di interventi sono:

  • sostituzione di componenti elettrici minori;
  • spostamento di componenti elettrici minori o degli inverter;
  • lavori su strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici.

Gli interventi significativi eseguiti su impianti con potenza che supera i 3kW devono, invece, essere comunicati entro 60 giorni dal termine dei lavori. Attenzione: se si supera il termine dei 60 giorni, si perde la possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali del Conto Energia. In caso di interventi su impianti con potenza inferiore ai 3kW, non serve trasmettere alcuna comunicazione al GSE.

Vengono considerati interventi significativi:

  • spostamento di tutti i moduli o parte di essi;
  • rimozione, sostituzione e nuova installazione di moduli e inverter;
  • variazione del codice identificativo del punto di connessione alla rete;
  • modifica del regime di cessione in rete.

Per gli interventi significativi occorre rispettare specifici requisiti in base alla potenza dell’impianto:

  • sistema con potenza fino ai 20kW: è possibile incrementare la potenza nominale fino al 5% massimo;
  • sistema con potenza che supera i 20 kW: l’aumento della potenza nominale è di massimo l’1%;
  • gli inverter sostituiti devono essere a norma CEI.

Oltre a rinnovare, ammodernare e potenziare l’impianto esistente, il revamping fotovoltaico presenta un ulteriore vantaggio. Serve a massimizzare gli incentivi offerti dal GSE. Visto che sono calcolati in base ai kWh di energia generata, un impianto performante, che lavora al massimo delle sue potenzialità permette di sfruttare al meglio gli incentivi stessi. Si può calcolare anche il ritorno dell’investimento del revamping tenendo conto dei costi dell’intervento e dei maggiori ricavi dell’ottimizzazione dell’impianto.

Il Revamping Fotovoltaico conviene?

Ormai, gli impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili installati in regime di primo Conto Energia (2005-2007) e di secondo Conto Energia (2007-2010) hanno superato i limiti di garanzia dei materiali usati. Occorre, perciò, intervenire per rinnovarli e migliorarli con progetti su misura, personalizzati.

Tanto gli interventi di revamping quanto quelli di repowering possono contribuire notevolmente ad incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, specie per gli impianti in regime di Conto Energia che in Italia hanno superato i 10 anni di vita. Questi interventi, oggi, sono importanti e necessari per la digitalizzazione degli asset allo scopo di integrare dati energetici di consumo e produzione in un’unica piattaforma di monitoraggio delle prestazioni. La digitalizzazione consente di avere una gestione da remoto attiva per assicurare una manutenzione preventiva.

Aggiornare gli impianti esistenti permette di migliorarne l’efficienza e la produttività evitando spese maggiori da sostenere per installare un impianto di ultima generazione completo.

I vantaggi del revamping fotovoltaico sono tre: rivalutare le strutture, limitare l’occupazione del suolo e tagliare i costi. In questo modo, si mantengono sostenibili gli impianti e si evitano sprechi, si incrementa la durata dell’impianto, la sicurezza e la resa energetica riducendo i costi. Conviene? Sì.

Revamping Fotovoltaico: incentivi

Se gli interventi di revamping vengono eseguiti in ambito condominiale possono beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute in quanto vengono considerate attività di manutenzione ordinaria.

Al contrario, chi possiede un impianto che beneficia del Conto Energia non può sfruttare in alcun modo la detrazione del 50%, essendo questa incompatibile con gli incentivi del Conto.

Possedendo un impianto con lo scambio sul posto, per fruire dell’incentivo occorre sostituire il vecchio impianto con uno nuovo.

Come accennato, ripristinare la produzione energetica dell’impianto ottimizzandola significa massimizzare gli incentivi ricevuti dal GSE. Non dimentichiamo che l’incentivo del Conto Energia viene corrisposto per ogni kWh di energia prodotto. Di conseguenza, l’ottimizzazione della produttività porta a produrre più kWh incassando più incentivi. Per il computo del ritorno dell’investimento nell’intervento di revamping, si calcolano i ricavi maggiori derivanti da una produttività aumentata, oltre ai costi sostenuti per l’intervento.

Il revamping fotovoltaico conviene ed è fortemente raccomandato in quanto, oggi, il costo dei componenti da sostituire è decisamente più basso rispetto al passato.

Tutti questi vantaggi e benefici si possono ottenere soltanto affidandosi a professionisti del settore ed aziende specializzate come PiùPOWER.

Francesco Ciano
Francesco CIANO
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